Most read

A Second Chance To Rise, il Kolossal rock di The Price

Vota

Dodici perle di metal contemporaneo dedicate alle patologie dei rapporti umani nell’album del progetto del chitarrista Marco Barusso, a cui partecipa un cast di musicisti che rappresenta il meglio della scena italiana

Per gli addetti ai lavori The Price non è proprio una novità. Impossibile definirla una band, dato l’alto numero di artisti che vi ruotano attorno, l’iniziativa del chitarrista-produttore-songwriter milanese Marco Barusso è un concept musicale che fa parlare di sé da circa un anno, a partire dal lancio di On The Edge Of Madness, un bel pezzo di metal contemporaneo interpretato nientemeno che da Enrico Ruggeri.

Dopo un’elaborata gestazione, ha finalmente visto la luce A Second Chance To Rise, pubblicato da Brx, l’album in cui il progetto a lungo coltivato prende una forma (e che forma) compiuta, tra sonorità oscure e scenari notturni, riff lancinanti e femme fatale, tra una Milano by night e tutto fuorché da bere che non ricordavamo così inquietante dai vecchi film di Fernando Di Leo, tra ritmiche potenti e amori malati, tra sonorità aggressive e follia.

La copertina di A Second Chance To Rise

Concept il progetto, concept l’album, dedicato ai drammi che si annidano negli aspetti altrimenti più normali dell’esistenza (l’amore che muta in odio o persecuzione, la fuga dal malessere e dalle proprie paure, la malinconia dell’addio che diventa delirio e la passione che sfocia in masochismo).

Diciamo subito che A Second Chance To Rise è un gioiello sonoro di livello alto e raro, in cui esperienza, competenza e ispirazione sono perfettamente bilanciate.

E non potrebbe essere altrimenti, dato il curriculum corposo di Barusso, che ha lavorato sul palco, dietro le quinte e da entrambi i lati delle consolle per artisti di diversissima estrazione e dal livello comunque sostenuto, come Nek, Pooh, 883, Heavy Metal Kids, Cayne, Lacuna Coil, Eros Ramazzotti, Paola Turci e Bianca Atzei. E questa esperienza a dir poco proteiforme si riflette in un songwriting vario e smagliante, che marchia i dodici brani dell’album, che disegnano un tracciato particolare, che inizia con le lacrime e termina con la fuga impossibile da una passione malefica e carnale.

Marco Barusso (foto di Daniele Torti)

Non è un modo di dire: Tears Roll Down, l’open track, racconta dello strazio di un amore maledetto e finito e delle lacrime che l’accompagnano, in cui i rimorsi si mescolano ai rimpianti.

Il pezzo, tiratissimo e con un refrain azzeccatissimo che combina suoni duri e melodie catchy prossime all’aor, è interpretato da una prima incarnazione di The Price: Barusso, che si destreggia alla grande tra chitarra e sintetizzatori, è accompagnato da Luca Solbiati, noto ai più come cantante degli Zeropositivo, dal cantante-chitarrista Amerigo Vitiello, dal bassista Marco Fusaro e dal batterista Emiliano Bassi.

Il viaggio di A Second Chance… prosegue con la massiccia A Mg Of Stone, in cui al cambio di tema (stavolta si parla della lotta contro la paura di vivere e del peso delle emozioni) corrisponde il cambio di atmosfere: stavolta la chitarra di Barusso è protagonista assoluta, con un riff granitico che indirizza il brano verso lidi nu metal con qualche tocco di grunge nel refrain. Da manuale l’assolo, in cui melodia e virtuosismo sono in perfetto equilibrio. Stavolta, assieme al chitarrista picchiano alla grande Alessandro Ranzani, il frontman dei Movida, il bassista Claudio Sannoner e il batterista Marco Lanciotti, noto anche per la sua militanza negli Elvenking.

Una delle formazioni di The Price

My Escape, in cui si racconta della fuga liberatoria da un’amante possessiva che diventa stalker, si muove su dinamiche meno pesanti: il sound si orienta verso un grunge corposo e il refrain, più minimale, strizza l’occhio alla new wave.

Anche in questo caso, il lavoro di squadra è ottimo: valida l’interpretazione di Axel Capurro, vocalist degli Anewrage, solida la ritmica di Sannoner e Bassi, corposo il coro di Vitiello.

Enemy è un paradossale inno pacifista («Another wasted chance to live in peace/The machine guns keep singing their songs/Another time for you to raise your fist/But I’m not your enemy», recita il bride) nelle vesti di un new metal dagli influssi grunge e stoner. Più una bella sorpresa a metà brano, in cui il tempo accelera e Barusso si lancia in un assolo lacerante. Ottima la performance vocale di Alessio Corrado, chirurgica e martellante la sezione ritmica costituita da Sannoner e da Guido Carli, batterista che vanta precedenti con Zucchero e Jeff Beck.

Ryan Blake Folden, in trucco, bacchette e ossa

Un arpeggio su una ritmica elettronica introduce alla metallica Take Back Our Life in cui un riff pesante di Barusso (che ricorda i Judas Priest industrial di Demolition) guida le danze e regge il cantato aggressivo di Enrico Erk Scurti degli ultrametallari Figure Of Six. La sezione ritmica SannonerCarli fa egregiamente il resto.

Un giro sporchissimo del basso di Fusaro guida Free From Yesterday, che esprime tra i chiaroscuri di un refrain solido e di un coro epico sulla ritmica martellante di Bassi il desiderio di oblio del dolore per recuperare la propria vita. Calza a pennello l’interpretazione particolarissima di Roberto Tiranti dei Labyrinth che in alcuni tratti rievoca un po’ Robert Plant.

La copertina di On The Edge Of Madness

Con Lilith, dedicata (indovinate un po’…) alle femme fatale più distruttive, The Price si inoltra nel metal più tosto, con qualche puntata nello sleaze alla LA Guns.

La band stavolta è costituita da Francesco Frullo La Rosa e Tiziano Spigno, rispettivamente batterista e cantante degli Extrema. Superba la performance di Barusso, che si alterna al basso e alla chitarra, con cui si scatena in assoli di pancia col wha wha a palla.

La copertina di My Escape

Con Stormy Weather, tutta passione e allusioni («Love is a heavy, stormy weather», recita l’incipit del brano) si torna al grunge anni ’90, compatto e ben eseguito e il paragone con gli Alice In Chains vecchia maniera forse non è uno sproposito. L’onore del microfono tocca a Max Zanotti, già frontman degli storici Deasonika, mentre la ritmica mescola durezza e finezze grazie al tocco duttile del duo SannonerCarli.

L’incarnazione più famosa di The Price arriva con la menzionata On The Edge Of Madness, forse il brano più estremo interpretato da Ruggeri, che si dimostra a suo agio anche nelle sonorità metal. Non pesantissime, per carità, ma comunque ben oltre del pop rock dei suoi Decibel. Anche il resto della formazione cambia un po’e il refrain di questo inno dark alla paranoia è scandito dal bassista Matteo Bassi e da Ryan Blake Folden, noto ai più nelle vesti – estreme e un po’ macabre – di batterista dei Lacuna Coil. Niente di meglio per imbastire riff schiacciasassi con tastiere e doppia cassa sugli scudi.

Marco Barusso nella copertina di Tears Roll Down

Ecp (Electric compulsive possession) è un’altra incursione di gran classe nel nu metal, che ruota su un riff tosto e motorheadiano e su rallentamenti che passano dal doom al melodico e sfocia in un coro epico. Notevole, nella sua brevità, l’assolo di Barusso e ottima l’interpretazione di Capurro, che svetta sulla ritmica massiccia e martellante di Sannoner e Carli.

Barusso decide di strafare in Under My Skin e, per raccontare la torbida storia di passione («Tell me why you keep on asking for more/In this river of sin», recita il bridge) della canzone, dà il microfono ad Alessandro Del Vecchio, eminenza grigia del rock melodico europeo e producer di punta della Frontiers e a Marco Sivo degli Instant Karma, che si alternano nelle strofe di un bel pezzo di metal potente e melodico, accompagnato alla grande da Sannoner e dal batterista Maurizio De Palo.

La chiusura tocca all’ennesima incarnazione di The Price, in cui Barusso è affiancato da Fabio Ficarella, il cantante dei pugliesi Strigas, dal bassista Carlo Ferrara e dal batterista Enrico Ferraresi. I quattro si esprimono alla grande in una cover originale e metallizzata con gusto della celeberrima Strange World di a cui l’interpretazione di Ficarella restituisce un nerbo più virile.

Ci siamo dilungati con dovizia di dettagli su A Second Chance To Rise, per evidenziarne il valore di prova corale, caratterizzata da una grande coerenza interna nonostante l’alternarsi vorticoso dei musicisti.

The Price, che si trasformi o meno in band vera e propria, può essere un’indicazione valida sul futuro del rock italiano, anzi su una possibile via italiana al metal del prossimo futuro. A una condizione, però, che per noi è anche un auspicio: che A Second Chance… non resti una prova unica.

Per saperne di più:

La recensione di On The Edge Of Madness

La recensione di My Escape

La recensione di Tears Roll Down

Da ascoltare (e da vedere):

 

 

3,488 Visite totali, 69 visite odierne

Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

Comments

Be the first to comment on this article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Go to TOP