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Nicola Gratteri all’attacco, dalla giustizia alle droghe leggere

Il magistrato fa lezione all’Università d’Estate di Soveria Mannelli: sì alle riforme della giustizia, no alle legalizzazioni. L’emergenza carceraria? Basterebbe usare meglio le risorse umane e costruire quattro carceri prefabbricate per ridimensionarla. Ma la politica deve avere più coraggio e guardare meno i sondaggi

Il personaggio è in sovraesposizione da un po’ (non c’è argomento su cui non esterni e convegno a cui non partecipi) e non gli ha giovato molto la sua recente vicinanza al Pd.

Ma quando parla dei suoi argomenti, Nicola Gratteri ha ancora molto da dire. E lo ha dimostrato nel corso della seconda lezione dell’Università d’Estate di Soveria Mannelli, il ciclo di incontri culturali diventato un classico della bella stagione calabrese, inaugurato quest’anno da Vittorio Sgarbi.

Il procuratore di Catanzaro e magistrato antimafia tra i più noti e operativi, non ha deluso che ne segue le vicende (e la bibliografia, diventata nel frattempo corposa) e lo ammira neppure a Soveria, dove il 13 agosto, introdotto dal sindaco Leonardo Sirianni e da Mario Caligiuri, docente Unical e direttore della kermesse soverese, ha intrattenuto un pubblico numeroso sui problemi della giustizia, delle riforme, delle droghe (in questo caso quelle leggere) e del sistema carcerario.

Una tirata di circa due ore, in cui il magistrato ha esposto le linee base del suo pensiero, lontano sia da certe forme di garantismo radical chic, sia da certo giustizialismo alla moda su cui si sono costruite molte carriere politiche.

Da sinistra: Mario Caligiuri, Nicola Gratteri, Leonardo Sirianni

Il punto focale, ovviamente, riguarda il problema della giustizia, che secondo Gratteri è un problema politico più che tecnico. Per risolverlo, ha spiegato il pm antimafia, «occorre una politica forte, che guardi al domani e non al sondaggio del giorno dopo». Un altro punto chiave del problema giustizia che, al pari della volontà politica, riguarda la lotta alle mafie è l’educazione, che «rappresenta la chiave fondamentale poiché un cittadino poco istruito è più facilmente manovrabile, anche dalla criminalità organizzata».

A proposito di riforme della giustizia, Gratteri ha citato con una punta d’orgoglio il processo telematico e, in particolare la possibilità, di rendere testimonianze in videoconferenza, l’unica riforma recepita nel pacchetto delle riforme proposte dalla commissione guidata da lui.

A livello più pratico, il magistrato ha poi ricordato i risultati della sua azione quale procuratore della Repubblica di Catanzaro: gli arresti eseguiti, i beni sequestrati e i risparmi ottenuti ottimizzando e valorizzando le risorse umane e strumentali a disposizione.

Questi risultati, ha specificato inoltre, sono stati resi possibili «da un convinto gioco di squadra dei magistrati e delle forze dell’ordine, i cui ufficiali inviati in Calabria sono tra i migliori d’Italia».

Gratteri, inoltre, ha sostenuto che si parla si parla di emergenza carceri in maniera impropria poiché «spesso si chiudono interi reparti in quanto non c’è personale di custodia, considerato che su 44 mila operatori della polizia penitenziaria circa 10 mila, fino a poco fa, sono stati sottratti al servizio di detenzione per accompagnare i detenuti, per i processi nei tribunali di tutta Italia». Secondo il magistrato «si potrebbero costruire in poco più di un anno quattro carceri prefabbricate di 5.000 posti ciascuno per normalizzare la situazione e ridurre l’affollamento». Oltre, naturalmente, «a considerare il lavoro per i detenuti come terapia, esattamente come avviene per i tossicodipendenti. In questo modo svolgerebbero delle attività di utilità sociale senza essere pagati».

Controcorrente anche sulla questione delle droghe leggere, il pm antimafia si è detto contrarissimo ad ogni forma di legalizzazione: «La cosiddetta droga leggera è l’anticamera di quella pesante: legalizzarla non porterebbe alcun vantaggio ma aumenterebbe soltanto i danni come l’incremento della dipendenza e la riduzione dello spessore della corteccia cerebrale con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti».

La lezione di Gratteri è stata registrata da Radio Radicale e da Liberi.tv, l’organizzazione è stata curata dall’associazione Fiore di Lino. L’inaugurazione dell’Università d’Estate – diretta, oltre che da Caligiuri, da Florindo Rubbettino dell’Università del Molise – è avvenuta con la lezione del critico d’arte Vittorio Sgarbi il 10 agosto. La terza lezione si svolgerà mercoledì 29 agosto con l’intervento di Mario Morcellini, il commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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