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Diatomea, la Periferia diventa crossover

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La band savonese, vincitrice del contest Wanted Primo Maggio 2018, sforna il secondo singolo dall’album d’esordio

Meglio non dire sperimentale: l’aggettivo è da usare con cautela, non fosse altro perché rischia di diventare l’etichetta di comodo grazie alla quale vengono spesso propinate autentiche schifezze al pubblico.

Per fortuna ci sono generi consolidati con parametri ben definiti e di alto livello, ad esempio il crossover e il rapcore. Detto altrimenti: quando le muse ispiratrici sono del calibro dei Rage Against the Machine e i precursori sono giganti come gli Anthrax non si può proprio barare. Si deve quantomeno saper suonare e avere qualcosa da dire.

È il caso dei Diatomea, un quintetto savonese che ha esordito da poco con un album omonimo dopo dieci anni di gavetta.

La band, che mescola appunto con mano sicura rapcore e crossover e condisce il tutto con qualche cenno gradevole e ben contestualizzato di nu metal, ha pubblicato da poco Periferia, il secondo singolo tratto dall’album.

Il brano, cantato in stile rappato ma senza urlare da Christian Zerilli, ha il punto di forza nel wall of sound compatto e senza inutili derive noise creato dai due chitarristi Matteo Siri e Mattia Miniati. Pregevole anche il lavoro massiccio e preciso della sezione ritmica, costituita dal bassista Simone Baccino e dal batterista Fulvio Siri.

Come da copione, anche il testo si ispira ai modelli ideologici della new left nordamericana che a suo tempo hanno fatto la fortuna dei Ratm: nello specifico, i Diatomea contestano quei segmenti della classe politica e del mondo dell’informazione che speculano sui drammi dell’immigrazione soffiano sulle braci della xenofobia. Un leftism, il loro, convenzionale ma efficace.

Interessante anche il videoclip, girato da Jorge Felix Diaz Urquiza durante un’esibizione dal vivo all’Angelo Azzurro Club di Genova, un piccolo santuario dell’underground ligure.

A proposito di palchi, c’è da dire che i cinque savonesi sono freschi reduci dallo storico Hiroshima Mon Amour dove hanno disputato e vinto la finalissima del contest nazionale per band indipendenti Wanted Primo Maggio 2018. Dieci anni di gavetta possono essere tanti, specie se li si trascorre tutti nell’underground. Ma per i Diatomea sono stati il classico sacrificio che vale la pena: parlano i risultati.

Per saperne di più:

Il sito web dei Diatomea

Da ascoltare (e da vedere):

Periferia

 

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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