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Ice Scream, alternative rock dalle rive dello Stretto

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Riff tosti e melodie incisive in My If, il nuovo ep del quartetto di Reggio Calabria che riprende la lezione dei Muse e dei Pearl Jam

Chitarre toste e rotonde, ritmiche martellanti e piene di cambi di tempo, cantato melodico quel che basta per accattivarsi l’ascoltatore senza ammorbidire troppo l’impatto sonoro.

È, in poche parole, la ricetta con cui gli Ice Scream proseguono il percorso iniziato nel 2014 con il loro ep d’esordio The Flow.

A riprova che tre anni non passano invano, il quartetto di Reggio Calabria, che si è fatto un nome negli ambienti underground meridionali suonando praticamente dappertutto, si orienta vira verso il pop rock e regala al pubblico My If, un ep autoprodotto composto da tre inediti e da una cover di Iodio, il vecchio classico dei Bluvertigo, stravolta all’inverosimile.

My if parte col botto, grazie alla cadenzata Falling Dance, quattro minuti e rotti senza fronzoli né cedimenti e con un piacevole stop and go a metà brano che prelude il crescendo della seconda parte. Più dinamica e caratterizzata da una linea melodica piena di pathos la successiva Perfect Circle, in cui riemergono alcuni riferimenti al punk rock degli esordi. The Failure, invece, è una ballad in cui al refrain semiacustico si contrappone un coro potente. In Iodio, a cui si è già accennato, la band si diverte a verniciare di rock ed elettronica il vecchio hit della storica band di Morgan, ringiovanendolo quel che basta per riproporlo alle nuove platee.

Immagine pulita e aria scanzonata, Ice Scream sono giunti al decimo anno di esperienza.

La loro storia è la classica avventura musicale di tanti ragazzi di provincia: la band nasce nel 2007, grazie all’iniziativa di quattro amici di sempre: il cantante-chitarrista Filippo Toscano, il chitarrista-corista Davide Bolignano, il bassista-tastierista-corista Francesco Scordo e il batterista Francesco Scaramozzino, che lascia la band nel 2011 e viene sostituito da Giuseppe Scarlata.

A differenza delle generazioni precedenti, i millennials del rock hanno avuto la classica marcia in più, cioè l’opportunità, grazie alla rete e al boom delle iniziative e dei locali, di mettersi alla prova e farsi conoscere in contesti non solo locali.

Ciò vale anche per gli Ice Scream, che hanno mosso i primi passi in una Calabria profondamente mutata, più per merito degli stimoli culturali delle nuove generazioni che della capacità degli amministratori. Infatti, il quartetto ha iniziato da subito un’intensa attività dal vivo, segnata qui e lì da apparizioni importanti.

Ad esempio, nel 2008 i Nostri sono stati ospiti di Trl, un programma di Mtv e poi hanno partecipato a vari eventi, tra cui si segnalano La giornata dell’arte e della creatività, la Notte Bianca e il festival For Once in My Life e il No Mafia Day.

Nel 2012 gli Ice Scream ottengono una importante affermazione fuori regione, arrivando terzi al contest Ondamusicale di Messina. Questo risultato dà loro la possibilità di partecipare, a giugno 2013, a 1 My Talent, una manifestazione presso gli Act Studios di Roma, dove la band reggina è stata ripresa in 3d.

L’anno successivo incidono il loro ep d’esordio, The Flow, che viene rilanciato da varie radio. Nel 2015 la band ottiene un altro, importante risultato: il premio del pubblico nel contest Acidi e Basi. E ora My If, inciso a Milano presso gli studi della Qb Music, prelude a una ripresa dell’attività dal vivo.

Nonostante l’amore per i suoni compatti e potenti, gli Ice Scream riescono a tenersi fuori dalle contrapposte tentazioni metal e grunge si indirizzano verso un sound più fresco, in cui riecheggia la lezione di Pearl Jam, Muse e Foo Fighters.

La loro forza è il lavoro di squadra: pochi e appena abbozzati gli assoli, ma grande la performance d’insieme. La maturità musicale c’è. Non resta che attendere un lp completo per capire fin dove la band reggina è capace di arrivare.

Da ascoltare:

Perfect Circle

 

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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