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Poker Face non è più per fighetti, ora è metal

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Spopola in radio la cover del classico di Lady Gaga suonata alla grande dai milanesi Down the Stone

No, stavolta non ci sono gli scenari luxury & de luxe, con ammiccamenti al fashion più spinto. Non ci sono modelle e modelli a urlare la loro bellezza sensuale e discinta al mondo. Soprattutto, non c’è Lady Gaga, un po’ regina stravagante e un po’ maitresse concreta, a fare gli onori di casa.

E lo sguardo freddo, senza espressione, da giocatore di poker, sintomo di depressione o supponenza (o entrambe), stavolta non c’è. Ci sono gli sguardi sornioni dei soci del circolo per anziani The Family di Albizzate (Va) e ci sono le facce allegre dei Down the Stone, alternative metal band milanese che gode di un buon successo nei circuiti internazionali.

La cover di Poker Face, il classicone danzereccio della star siculoamericana è il terzo singolo estratto da Life (2016), l’album d’esordio del quartetto meneghino, è stato lanciato in rete il 29 giugno e da allora spopola nelle radio del centronord.

L’esecuzione e l’interpretazione curate dal produttore Marco Barusso sono impeccabili e restituiscono all’ascoltatore un efficace esempio di tanz metal che non ha nulla da invidiare ai maestri germanici e mitteleuropei.

Il chitarrista Giordano Conti riesce ad appesantire quel che basta il refrain dell’originale senza snaturarla e la sezione ritmica, composta dal bassista Lorenzo Grassi e dal batterista Fabio Catozzi picchia secondo i crismi del genere senza tuttavia sminuire la forza danzereccia del brano.

Il tocco in più lo dà la voce roca e potente di Lorenzo Ricci, che conferisce pure una sfumatura ironica che non guasta.

A voler scavare ancora, si potrebbe dire che il video diretto da Marco Barbieri (in cui la band e gli anziani del cast giocano a ramino e non a poker) ha un suo piccolo apologo morale: niente fighetti ma persone vere, che hanno alle spalle un vissuto reale. O meglio, per dirla con i membri della band, «quelli che hanno giocato la vera partita a poker e, bene o male, giocano ancora la loro mano». Perciò la cover metallized di Poker Face «è anche un’esortazione a non prendersi troppo sul serio». E a divertirsi quando e come si può, aggiungiamo noi, che accogliamo entrambi i suggerimenti.

Buon ascolto e buona visione.

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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