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La sperimentazione toscana corre sul web

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Altre frequenze sperimentali sulla rete. Dall’ambient alla webradio a nove canali per i fiorentini Xxluvsx

Dots Unlimited Radio. Un nome, ma anche un gioco di parole acuto e, come tutte le cose acute, provocatorio. A volerne tentare una traduzione maccheronica, esce fuori punti radio illimitati, quasi a evocare l’idea di libertà e di possibilità espressive offerte dal web. Nel caso di quest’emittente fiorentina il tutto si traduce in un non stop, sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro, di trasmissioni, divise in sette canali tematici, di cui sei già attivi, ai quali se ne dovrebbero aggiungere presto altri due.

Ma la vera provocazione consiste nel fatto che una webradio, nata da due importanti esperienze musical-culturali, entri in scena non solo come distributrice e divulgatrice di musica, ma come produttrice diretta di suoni.

Gli animatori di quest’iniziativa, che più underground non si può sono Alessio Spadaro, classe ’75, detto Buz ed Edoardo Pistolesi Somigli, classe ’76, detto EdoPistoSomi, entrambi fiorentini.

Attivi dal lontanissimo ’93 sulla scena sperimentale del capoluogo toscano e non solo, i due hanno deciso di ritagliarsi (o meglio, riprendersi) uno spazio significativo.

In tale ottica è importante anche la partecipazione a Solchi Sperimentali Italia, l’iniziativa multimediale promossa dal critico, fiorentino come loro, Antonello Cresti.

Di questo lungo percorso, tutto tra underground ed elettronica, parliamo con Pistolesi.

Ventiquattro anni non sono pochissimi. Soprattutto per chi, come voi, ha una vocazione elettronica ed è obbligato a confrontarsi con la tecnologia e le sue continue evoluzioni. Avete iniziato nel ’93, praticamente preistoria…

Per alcune cose sì. Era preistoria. Però è pure vero che per fare cose significative non occorre essere dotati di mezzi spettacolari. Io ho iniziato come bassista, ma ora produco musica con programmi tracker. Uso Renoise, che, se vogliamo, è la versione aggiornata di Fast Tracker, in voga negli anni passati. Ma la voglia di sperimentare data da prima. Io la faccio risalire ai miei 12 anni, quando mi divertivo a creare con uno stereo a cassette.

Ma in cosa consiste questa sperimentazione?

Innanzitutto, in un uso non banale dei tracker, che una volta erano usati in maniera piuttosto dozzinale, per produrre techno. Ma, già nell’era della musica a 8 bit, questi programmi potevano essere utilizzati in maniera molto più creativa. Noi li abbiamo sfruttati per il nostro progetto, decisamente orientato verso l’ambient e la musica minimale.

Dalla musica alla radio. Com’è iniziato questo percorso?

È iniziato in trio. Il progetto, partito nel ’93, ibernato nel 2000 e ripreso nel 2015, è composto, oltre che da me, da Alessio Spadaro e Alessandro Bellini, detto Alex Skull.

Il nome sembra piuttosto complicato: Xxluvsx. E potrebbe celare un doppiosenso.

Diciamo che non è facile il concept musicale. Però posso dire con orgoglio che abbiamo prodotto tanta musica. Anche quando per lavorare ci si doveva limitare ai vecchi pc, quelli, per capirci, che nessuno usa più neppure per scrivere su Word.

In tutto questo, c’è stato un colpo di fulmine per il vintage che più vintage non si può: il vinile. Che, nell’età dell’elettronica, è quanto di più museale possa esserci.

Ma, se mi permetti, il vinile è più vivo di tanta elettronica. Nel 2008 lanciai l’associazione culturale Callifornia, che creò un archivio imponente di musica in vinile in tutte le dimensioni: dai flexi disc ai vecchi acetati. Durò quattro anni e ne ricavai molte soddisfazioni.

E veniamo alla radio, l’ultimo progetto in ordine di tempo…

È un’iniziativa parallela alla rinascita di Xxluvsx. In questo caso, abbiamo voluto creare uno spazio destinato a tutti gli artisti sperimentali, spesso sconosciuti e inascoltati. Noi lavoriamo con licenza Creative Commons, quindi in uno spirito di totale condivisione.

La radio comprende addirittura sette canali. Non è poco…

Allora, sei di questi sono già attivi. Sono Connect the dots, il canale ammiraglio dedicato a tutte le sperimentazioni, Live Set, dedicato alle esibizioni dal vivo, Diy Mix, che contiene solo i mix e gli editing di pubblico dominio, Field Recording, per i cultori di registrazioni ambientali, Speaker’s Corner, il canale del parlato destinato alle discussioni su svariati argomenti, e Trackers, dedicato al sound vintage prodotto coi vecchi programmi di fine anni ’80 primi ’90 di cui parlavamo. Il settimo canale si chiama Losers (alla lettera perdenti o sfigati) e sarà destinato a tutta la musica rifiutata dal mercato mondiale. È ancora in lavorazione, ma speriamo di attivarlo al più presto.

E ce ne sarebbero altri due.

Sono in fase di progettazione: si tratta di Asmr (Autonomous sensory meridian response), un canale utopistico fatto di voci sussurrate e altri suoni lievi per indurre rilassamento psicosomatico e Lol Tronica, dedicato agli aspetti più caricaturali e grotteschi.

In tutto questo, come siete finiti in Solchi Sperimentali Italia?

Abbiamo conosciuto Antonello Cresti due anni e mezzo fa, in occasione della presentazione di Solchi Sperimentali, il suo primo libro dedicato all’underground. Abbiamo stretto un rapporto duraturo ed eccoci, con un breve brano e un’autointervista. Giudichiamo questa iniziativa molto importante, perché mira a creare un network e a superare quella tendenza all’autoreferenzialità che è tipica dell’underground europeo.

Che è poi quello che fate voi con Dots Unlimited Radio. Ma non c’è il rischio che si creino conflitti?

L’intenzione è simile, sebbene i progetti siano diversi. Tuttavia, sia noi sia Antonello agiamo in un’ottica inclusiva. Che è quella che ha consentito all’underground americano di creare una scena significativa e di dare opportunità a tanti artisti. Nel nostro piccolo, ci proviamo anche noi e incrociamo le dita.

(a cura di Saverio Paletta)

Per saperne di più:

il sito di Xxluvsx

il sito di Dots Unlimited Radio

 

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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