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Trentadue anni di battaglie per amore della Terra

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Arriva in libreria “Greenpeace. I guerrieri dell’arcobaleno in Italia”, un viaggio tra parole e immagini nella storia dell’associazione ambientalista più famosa

Si sono arrampicati sulle navi per impedire che scaricassero ogm nei porti italiani.

Hanno scalato la ciminiera più alta dell’Ausimont brandendo uno striscione con la scritta: Qui si buca l’ozono.

Hanno solcato i cieli per promuovere l’energia solare e i mari per salvare le balene.

Sono solo alcune delle battaglie raccontate in Greenpeace. I guerrieri dell’arcobaleno in Italia, da poco in libreria per i tipi delle Edizioni Minerva.

La copertina di Greenpeace. I guerrieri dell’arcobaleno in Italia

Più di settanta le fotografie che fanno da cornice alla voce dei protagonisti della celebre associazione ambientalista.

«A scorrere queste pagine che raccontano oltre un trentennio di storia di Greenpeace in Italia, ritroviamo anche un pezzo di storia del Paese. Dalla vicenda nucleare a quella dei traffici di rifiuti, dalla difesa del mare alle denunce per le responsabilità italiane nella deforestazione, dall’inquinamento delle acque e dell’aria alle battaglie per il disarmo e la pace». Lo scrive il presidente Andrea Purgatori nella prefazione che apre il libro insieme all’introduzione di Antonio Cianciullo di Repubblica.

Qui sono ricordate alcune azioni eclatanti e simpatiche come l’enorme striscione che ha strappato un applauso, in diretta televisiva, all’Olimpico di Roma alla vigilia del secondo referendum italiano sul nucleare. Il dirigibile verde con il messaggio L’agricoltura fa male al pianeta. L’appello a bloccare le trivelle issato sulle piattaforme estrattive.

Greenpeace Italia nacque nel luglio 1986 e fu la prima in Europa a denunciare il traffico di rifiuti tossici in mare tra Africa, America Centrale, Italia e Romania.

«Ci sono stati successi brillanti e gaffes imbarazzanti, ci sono state lacrime e vittorie, ci sono stati matrimoni e amori, rotture e bambini, e tutte le vicende della vita delle persone al loro meglio e al loro peggio», racconta Brian Fitzgerald, tra i fondatori di Greenpeace, in uno dei capitoli. Sempre nel 1986 quando fu affittato un pianoterra in viale Gelsomini 28, a Roma, davanti a un bel parco ai piedi dell’Aventino e confinante col Testaccio. Sarebbe stata la sede storica di Greenpeace Italia per oltre quindici anni. Prima del trasferimento in via della Cordonata 7. Da allora sono stati anni vissuti di corsa, nei quali Greenpeace Italia ha partecipato a tutte le grandi battaglie dell’organizzazione internazionale.

Dalla battaglia per evitare che la megacentrale di Porto Tolle, a pochi passi dal delta del Po, venisse trasformata in un nuovo impianto a carbone (raccontata e vissuta in prima persona da Giuseppe Onufrio, oggi direttore esecutivo dell’associazione) alle proteste contro il glisofato e le piantagioni di palma da olio.

Dall’inquinamento della laguna di Venezia alla pesca distruttiva delle spadare nel Mediterraneo, fino alle proteste contro i test nucleari francesi a Mururoa.

Da leggere tutto d’un fiato, il libro racconta trentadue anni di lotte: i volti degli attivisti arrampicati sulle ciminiere, i volontari, i sostenitori che marciano in piazza per un futuro migliore, i ricordi del leader storico David McTaggart, fino ad arrivare alle persone con le quali si sono portate avanti battaglie importanti: gli apicoltori in difficoltà a causa dei pesticidi o le vittime dell’inquinamento industriale. Curato da Ivan Novelli, Greenpeace: i guerrieri dell’arcobaleno in Italia termina con la postfazione dell’antropologo e architetto Franco La Cecla, un precursore dell’ambientalismo internazionale.

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