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Il partito del Sud ci scrive: non siamo affatto reazionari!

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Riccio: il nostro movimento esiste da 10 anni. Non vogliamo la secessione, ma un’Italia e un’Europa più eque e solidali col Mezzogiorno

Riceviamo e pubblichiamo.

Gentile Redazione,

A seguito del vostro recente articolo sulle “presunte vittime del risorgimento”, come Segretario Organizzativo Nazionale del Partito del Sud volevo far notare che per fortuna il Partito del Sud è ancora vivo e vegeto! Nato 10 anni fa a Gaeta, il nostro giovane movimento politico ha avuto le sue evoluzioni e vicissitudini, partecipando da soli o in alleanze ad elezioni politiche nazionali nel 2008 e nel 2013, nel 2011 e 2016 alle Comunali di Napoli e in varie altre elezioni amministrative dal 2008 al 2015.

Fin dall’inizio convinti che solo un’azione politica che miri a costruire un movimento di massa meridionalista possa cambiare le sorti della nostra martoriata terra, la sola azione culturale di revisionismo storico pur meritoria se fatta con zelo ed obiettività senza cialtronerie, per noi non basta; vogliamo riprendere la lezione dei grandi meridionalisti classici del passato come Gramsci, Salvemini, Nitti e Dorso e vogliamo renderla attuale nel XXI secolo.

Ovviamente il revisionismo storico per noi è una base di partenza per un futuro diverso per il nostro Sud, non certo per istanze reazionarie e nostalgiche di ritorno ad antichi confini, antiche monarchie, posizioni ultracattoliche tradizionaliste, siamo federalisti per un’Italia ed un’Europa diverse, più giuste e più solidali.

Premesso questo, non possiamo non ricordare, come appunto fecero i meridionalisti classici già citati,  che le radici malate di questo paese e la “questione meridionale” nacquero e si aggravarono nel 1861, con un’aggressione ed un’invasione militare (senza dichiarazione di guerra) e con decine di migliaia di vittime non “presunte” ma accertate, da tanti studiosi e storici seri, basta leggere tra gli altri soprattutto Molfese (non certo accusabile di simpatie borboniche), inoltre pesò l’atteggiamento sicuramente coloniale da parte del nuovo Regno sabaudo e delle élite liberali che alla fine presero il sopravvento, in combutta con la classe dei “gattopardi” del Sud, soprattutto possidenti terrieri e latifondisti. Abbiamo scelto di schierarci in politica tra i progressisti e difensori della nostra Costituzione Repubblicana, nata sulle ceneri del nefasto fascismo e della nefasta casa Savoia, perché per noi è l’ambito naturale del meridionalismo vero che difende un Sud, inteso non solo geograficamente ma anche come tutti i Sud del nostro paese dei disoccupati e precari e per tutti i Sud del mondo. Siamo perciò lontanissimi da quel “suddismo” d’accatto che spesso confonde la storia e l’identità con posizioni reazionarie ed addirittura filo-leghiste, in un’assurda battaglia dei penultimi contro gli ultimi che sembra una gara a chi è più da considerare “terrone” ed inferiore. Per questo abbiamo appoggiato De Magistris nel 2011 e nel 2016, abbiamo avuto e abbiamo rapporti cordiali con il Governatore Emiliano, che comunque non fanno parte del nostro movimento, nella rispettiva autonomia di posizioni, ma riconoscendo obiettivamente esperienze amministrative oneste e positive al Sud, pur tra mille problemi di contesto sfavorevole.

Restiamo disponibili al confronto con chiunque voglia condividere un percorso di giustizia sociale tra le aree geografiche e le classi sociali, per la parità di diritti e la redistribuzione delle ricchezze, che combatta il neoliberismo dilagante nel paese ed in Europa, sostenuto da circa 25-30 anni di politiche di centro-destra e del cosiddetto centro-sinistra. Per questo abbiamo scelto anche di schierarci alle prossime elezioni politiche nazionali con” Potere al Popolo”, unica formazione che ci sembra di sinistra vera e aperta anche ad istanze di neo-meridionalismo per gli stessi diritti su temi di lavoro, infrastrutture, sanità…e di giustizia sociale, come anche Sanders in Usa o Corbyn in Uk o Iglesias in Spagna.

Enzo Riccio

Per saperne di più:

Il sito del Partito del Sud

La pagina Facebook del Partito del Sud

Nb: Nell’articolo di cui è stata chiesta la rettifica (vai all’articolo sulle vittime del Risorigimento) abbiamo usato l’espressione Partito del Sud in un’accezione generica, per indicare il progetto politico tentato, e poi effettivamente abortito, da quel gruppo di persone che si riconosce in Pino Aprile e nei suoi insegnamenti. Ci spiace sinceramente di aver generato equivoci, e magari di aver indotto a identificare il Partito del Sud guidato da Riccio con altri soggetti. Nello stesso tempo, prendiamo atto di due cose. La prima: non tutti i sudisti sono uguali e tra loro c’è chi ha punti di riferimento più nobili dal punto di vista culturale. La seconda: anche in un momento difficile come quello attuale c’è ancora chi, come ha dimostrato Riccio, riesce a declinare la propria identità politica e culturale in maniera civile ed educata. Di questi tempi non è davvero poco.

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Saverio Paletta, classe 1971, ariete, vive e lavora a Cosenza. Laureato in giurisprudenza, è giornalista professionista. Ha esordito negli anni ’90 sulle riviste culturali Futuro Presente, Diorama Letterario e Letteratura-Tradizione. Già editorialista e corrispondente per il Quotidiano della Calabria, per Linea Quotidiano e L’Officina, ha scritto negli anni oltre un migliaio di articoli, in cui si è occupato di tutto, tranne che di sport. Autore di inchieste, è stato redattore de La Provincia Cosentina, Il Domani della Calabria, Mezzoeuro, Calabria Ora e Il Garantista. Ha scritto, nel 2010, il libro Sotto Racket-Tutti gli incubi del testimone, assieme al testimone di giustizia Alfio Cariati. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive. Ama il rock, il cinema exploitation e i libri, per cui coltiva una passione maniacale. Pigro e caffeinomane, non disdegna il vino d’annata e le birre weisse. Politicamente scorretto, si definisce un liberale, laico e con tendenze riformiste. Tuttora ha serie difficoltà a conciliare Benedetto Croce e Carl Schmitt, tra i suoi autori preferiti, con i film di Joe d’Amato e l’heavy metal dei Judas Priest. [ View all posts ]

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