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Lettera aperta al prefetto di Benevento: si vigili sulle cittadinanze onorarie

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A Casalduni sono stati insigniti di onorificenze gli esponenti del revisionismo antirisorgimentale e i rappresentanti dei movimenti neoborbonici. Non sarebbe il caso di controllare un po’?

Eccellenza,

Lo scorso 21 luglio il Comune di Casalduni ha conferito la cittadinanza onoraria a tale Gennaro De Crescenzo, docente d’istituto superiore e presidente del cosiddetto “Movimento Neoborbonico”.

Non è la prima volta che il suddetto Comune si ritiene in dovere di dispensare tale riconoscimento a esponenti del rumoroso ambiente “sudista”: negli anni passati, infatti, la cittadinanza casaldunese è stata data all’immancabile Pino Aprile, autore del discutibile best seller “Terroni”, allo stravagante “cantautore” Giuseppe Povia e perfino allo storico-contadino-tabaccaio Antonio Ciano, anch’egli autore di due libri i cui titoli sono tutti un programma: “I Savoia e il massacro del Sud” e “Cavorra”.

Ora, un circolo privato può legittimamente premiare chi vuole, senza dover dare conto a nessuno se non ai suoi stessi membri. Ma il caso di un Comune è sensibilmente diverso: la cittadinanza onoraria va assegnata a una personalità di chiara fama, che si sia distinta per indiscussi meriti civili, religiosi, militari, umanitari, culturali, pena lo scadimento del valore del riconoscimento medesimo.

Ora, Eccellenza, il De Crescenzo presiede da un buon quarto di secolo un’associazione “culturale” che si è sempre dichiarata non separatista e non monarchica. Fatto sta che il soggetto in questione non perde occasione per condannare senza appello, nei suoi interventi, i fatti e gli uomini del processo risorgimentale. Inoltre non passa giorno in cui egli – e ancor più i suoi seguaci – non insistano sulla contrapposizione Nord-Sud con comunicati stampa, note, articoli pubblicati in Internet. Come se non bastasse, ogni volta in cui un erede dei Borbone Due Sicilie viene in visita a Napoli, De Crescenzo e quanti gli vanno dietro si presentano in prima fila ad applaudire; di quando in quando, in tali circostanze, si ode dal piccolo codazzo risuonare l’esclamazione “Viva ’o Rrè!”, sebbene dichiarino la propria fedeltà alla Repubblica, che garantisce loro una libertà d’opinione che la trascorsa dinastia napoletana non assicurava ai repubblicani dell’epoca.

A ciò si aggiunga che le sole espressioni di apprezzamento incondizionato verso i lavori “scientifici” del presidente dei Neoborbonici vengono da lui stesso e dai suoi sostenitori. Al di fuori di questa ristrettissima cerchia, il De Crescenzo non gode di credito come scrittore e come storico.

Per tali motivi, domando a Vostra Eccellenza di valutare l’opportunità del provvedimento segnalato in oggetto.

Scusandomi per il disturbo, rivolgo all’Eccellenza Vostra i più cordiali e rispettosi saluti.

Lorenzo Terzi

Napoli

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Comments

There are 2 comments for this article
  1. Saverio Paletta settembre 15, 2018 6:41 pm

    Una piccola precisazione per i lettori: sappiamo benissimo che, per ciò che riguarda il conferimento della cittadinanza onoraria, i Comuni sono praticamente sovrani e i poteri di controllo dei prefetti vanno poco oltre la “moral suasion”. Tuttavia ciò non vuol dire dover abdicare per forza alle proprie prerogative. Nulla di male, magari, nel conferire la cittadinanza a De Crescenzo, Aprile e Ciano. Però occorre capire quanto del messaggio, culturale e anche politico, di questi autori possa veicolare, anche indirettamente, valori non proprio in linea con la Costituzione, senz’altro da essi rispettata a livello formale. Ma meramente formale, perché mettere in dubbio la legittimità del processo di unificazione nazionale apre una serie di problemi non secondari e non irrilevanti. Se chi di dovere si decidesse a controllare di più certe pratiche (e non necessariamente per censurarle), non sarebbe proprio un male…
    Saverio Paletta

  2. Carlo Saffioti settembre 16, 2018 2:03 pm

    Giustissima è molto opportuna la lettera al prefetto. ,! È’ ora di difendere e valorizzare il Risorfimento, tutto il Risorgimento , di cui tanti uomini del Sud furono protagonisti. Carlo Saffioti

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